3 trappole mentali che non fanno vivere il presente

In questo articolo, sempre in  tema di consapevolezza, dopo aver parlato di  accettazione come primo passo per produrre il cambiamento, voglio condividere con te le 3 trappole mentali che non fanno vivere il presente. Così definisco gli schemi mentali abituali in cui mi sentivo intrappolata e di cui la Mindfulness mi ha reso consapevole.

Da quando meditare è diventata un’abitudine, parecchie cose sono  cambiate nella mia vita e tutte in positivo. Cerco di stare sul cuscino per più di mezzora tutti i giorni, ma riconosco che nonostante tutta la mia pratica, mi perdo ancora nei pensieri ed è normale. La differenza è che ora me ne accorgo e riesco a ritornare al momento presente con più facilità.

La consapevolezza mi ha aiutato a capire che i pensieri che arrivano senza essere invitati…. possono essere ricondotti sostanzialmente a tre schemi, naturalmente con parecchie variazioni sul tema. Quello che li accomuna è che contribuiscono però ad aumentare la reattività della mia mente.

Questi schemi sono

1-        Il bisogno di incolpare noi stessi o gli altri

2-        Il tentativo di riparare eventi del passato o ipotetiche situazioni future

3-        La necessità di interpretare situazioni e comportamenti degli altri

Il bisogno di incolpare

Si può esercitare sia nei confronti di se stessi che degli altri e si riferisce a colpe che possono essere reali ma anche immaginarie. Sento questo bisogno quando ripenso a fatti del passato anche recente e colpevolizzo me stessa o gli altri per qualsiasi cosa sia successa.

É un processo che possiamo notare molto bene negli adolescenti, (non ho fatto I compiti perché il cane mi ha mangiato il quaderno) che tendono, piuttosto che prendersi la propria responsabilità, a dare sempre la colpa a qualcun’altro e spesso ai genitori.

È più facile incolpare gli altri piuttosto che prenderci la responsabilità per le nostre azioni, poiché in questo modo ci riteniamo sempre completamente innocenti.

Questo aspetto mi ha permesso per anni di condonare il senso di compatimento per me stessa. Le persone che si autocompatiscono continuamente sono convinte di essere le uniche a soffrire i dissapori della vita, pensano che il destino non gli riserverà nulla di buono e di fronte alla minima difficoltà o contrarietà, reagiscono con una lunga lista di reclami e lamenti che non servirà in alcun modo per affrontare le problematiche.

È una strategia che a lungo andare, porta all’immobilismo e mina la fiducia in noi stessi.

Il tentativo di riparare

E’ il processo mentale che avviene quando cerchiamo di riparare anche se solo nella nostra mente, le cose che nel passato non sono andate bene. In genere per me, questo processo inizia sempre con “se avessi fatto o detto qualcos’altro”…addirittura a volte immaginando scenari del tutto diversi da quelli che sono realmente avvenuti.

Un’altra forma del riparare per me, è sempre stata quella di proiettarmi nel futuro, ipotizzando scenari terribili e cercando di trovare soluzioni che potessero evitarli.

Con il solo risultato di aumentare l’ansia e la preoccupazione.

La mia esperienza mi ha insegnato che questi eventi sui quali focalizzavo così tanta energia, spesso non si sono mai neanche avverati. Visto che non sono più giovanissima rifletto e mi dico “ma quante volte mi sono preoccupata per niente nella mia vita?”

Non c’è nessun vantaggio a cercare di riparare le cose che non sono andate bene in passato. Ho imparato ad usare la consapevolezza che ho raggiunto attraverso la mia pratica di Mindfulness per aumentare la mia resilienza, che è la capacità di affrontare e superare gli  eventi spiacevoli o  periodi di difficoltà.

La necessità di interpretare

 O come più propriamente dovrei chiamarla, “misinterpretare”. É l’attività che facciamo quando cerchiamo un significato al comportamento delle persone. Di solito questa attività si concretizza in pensieri che vanno a nostro svantaggio e alimentano spesso sentimenti come vergogna e senso di colpa.

Noto questo atteggiamento in me quando una persona non risponde immediatamente al mio messaggio, oppure il vicino mi saluta in modo frettoloso. La mia interpretazione mi fa subito pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato ed è facilissimo allora iniziare ad avere pensieri autosvalutanti.  La mente inizia a ruminare e  in questo modo,  fatti di cui non siamo assolutamente sicuri diventano certezza ed iniziano ad avere potere su di noi.

La pratica costante di Mindfulness, mi ha aiutato ad essere consapevole del sorgere di questi 3 schemi mentali  che non fanno vivere il presente e a non rimanerne intrappolata. La cosa più importante è che questo nuovo atteggiamento mentale ha portato i suoi benefici effetti anche nella vita di tutti i giorni, mi ha permesso di avere una comunicazione più chiara con le persone e una comprensione migliore delle situazioni, senza che le mie esperienze passate potessero condizionarmi.

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