Perchè amare se stessi fa vivere meglio?

Ti capita mai di non piacerti per niente? A me è successo molte e molte volte nella mia vita, ed ancora a volte mi succede…la differenza è che ora ne sono consapevole.

Parlo della sensazione di non essere a proprio agio con il corpo, della difficoltà nelle relazioni interpersonali, dell’insoddisfazione nel  lavoro e nella vita in generale.

La mancanza di amore per noi stessi può avere molte cause, la maggior parte delle quali trova radici nella nostra infanzia, ma in maniera del tutto inconscia, ha come risultato  quello di  fare azioni auto sabotanti che ci allontanano sempre di più dall’amore e dalla felicità che ci meritiamo. In questo modo, non solo ci facciamo del male, ma facciamo del male anche alle persone che ci circondano.

La mancanza di amore per noi stessi condiziona tutte le aree della nostra vita, lavoro, relazioni interpersonali e persino la salute.

Ecco tre aspetti della personalità che ci fanno capire quando non ci vogliamo bene abbastanza e come trasformare l’odio per noi stessi in accettazione:

1-        Cerchiamo sempre di accontentare gli altri

Se non ci accettiamo come siamo e pensiamo di non valere abbastanza, facciamo di tutto per rendere felici gli altri. La mancanza di amore per noi stessi si traduce in bisogno di approvazione e di apprezzamento da parte degli altri. È molto doloroso pensare di essere disapprovati o non amati da tutti.

2-        Facciamo fatica a dire di no

La mancanza di assertività, cioè dire no quando serve, è una diretta conseguenza del primo punto, non solo vogliamo che gli altri siano felici, ma vogliamo sempre essere ben disposti, siamo propensi ad aiutare e se ci chiedono un favore non riusciamo mai a rifiutare. In questo modo però, siamo ricattati dalle priorità e dalle esigenze degli altri.

3-        Non crediamo di valere abbastanza

Il terzo punto è quello che inconsciamente favorisce il bisogno di accontentare gli altri e ci porta ad avere difficoltà a dire di no ed è anche causa di emozioni negative come vergogna e di senso di colpa.

Si manifesta in vuoto interiore,  nella sensazione di sentirci immeritevoli. Cerchiamo in tutti i modi di avere attenzioni, di essere importanti ed essere amati ed accettati dagli altri, siamo permalosi e ci offendiamo facilmente.

La nostra convinzione, anche se inconscia, si riflette in tutte le aree della nostra vita, rendendoci così indegni di ricevere amore, un lavoro soddisfacente, essere riconosciuti e chiedere quello che ci spetta.

Ma a proposito di questi aspetti, che cosa mi ha insegnato la  pratica di Mindfulness?

Mi ha reso consapevole di tutte le volte che facevo qualcosa che non avevo realmente voglia di fare.

La prima cosa da fare per evitare questo atteggiamento di compiacenza è di riconoscerlo ed iniziare ad allenarci dicendo di no alle piccole richieste, in modo tale da poterlo fare anche con quelle più grandi e sopratutto con le persone che ci mettono più in difficoltà come i colleghi e familiari.

Mi ha aiutato a cambiare le credenze che avevo riguardo a me stessa e alla mia vita.

Diventando consapevole dei miei pensieri ed iniziando a non lasciarmi coinvolgere da essi, mi è stato più facile cambiare la qualità dei miei pensieri.

Una volta che riconosciamo i pensieri, possiamo sostituire messaggi e credenze negative con quelle positive.

Fondamentale per me è stato praticare la compassione e la gentilezza verso me stessa e concedermi di assaporare la gentilezza e i complimenti degli altri con gioia e naturalezza.

 

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