Nelson Mandela e il perdono

 La “Truth and Reconciliation Commission (TRC) o in afrkaans Waarheid-en-versoeningskommissie (WVK)” (Commissione per la verità e la riconciliazione), fu un tribunale straordinario istituito in Sudafrica dopo la fine del regime dell’apartheid. Lo scopo del tribunale era quello di raccogliere la testimonianza delle vittime e dei perpetratori dei crimini commessi da entrambe le parti durante il regime. Il tribunale, ebbe una vasta eco nazionale e internazionale e molte udienze furono trasmesse in televisione.

Il tribunale svolse un ruolo importante nella transizione del Sudafrica dal segregazionismo a una nuova organizzazione democratica con pari diritti per bianchi e neri. I suoi risultati e i suoi metodi sono stati oggetto di critiche, ma l’opinione predominante è che il tribunale abbia raggiunto i propri scopi. Il nome del tribunale (con la parola “riconciliazione”) era in linea con la posizione nonviolenta di Nelson Mandela, che sosteneva che il perdono dovesse essere la principale risposta dei neri a ciò che avevano subito durante l’apartheid. Molti afrikaner giudicati colpevoli, ma rei confessi, ricevettero l’amnistia.

Questa è una scena tratta da una sessione della commissione raccontata nel libro “Toward a spirituality for a global justice di Elaine Prevallet “.

Una donna di colore era seduta di fronte ad un gruppo di poliziotti,  uno dei quali Mr Van De Broek, reo confesso del  brutale assassinio sia del marito che del figlio della donna, alcuni anni prima. La signora era stata costretta ad assistere alla scena e le ultime parole del marito, erano state di perdono per il suo assassino.

Un membro della commissione si gira verso di lei e le chiede : “Che cosa vuole? Che cosa si merita una persona che ha compiuto un atto così brutale?” La donna rispose : “Voglio tre cose. La prima è di andare nel posto dove il corpo di mio marito è stato bruciato, cosi posso raccogliere un po’ di cenere e dargli una degna sepoltura”, fece una pausa e continuò: “dato che mio marito e mio figlio erano la mia unica famiglia, voglio che il sig. Van De Broek diventi mio figlio e venga due  volte al mese nel ghetto dove abito e passi con me l’intera giornata, così posso riversargli tutto l’amore che ho ancora da dare.

Per ultimo voglio una terza cosa, fargli sapere che gli offro tutto il mio perdono e so che questo era il desiderio di mio marito. Vorrei gentilmente  che qualcuno mi accompagnasse fino al banco degli imputati in modo che io possa abbracciare il sig. De Broek, e fargli capire che il mio perdono è sincero” Non appena l’assistente si mosse per accompagnare la donna, il poliziotto imputato svenne e tutti i presenti nella sala della commissione,  vittime tutte di anni di oppressione,  si misero a cantare  con dolcezza Amazing Grace…..

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