Negli ultimi anni sono state fatte parecchie ricerche su come il dolore viene modulato dal cervello. Si è scoperto che consta di tre componenti: sensoriale, cognitiva ed affettiva.

La componente sensoriale descrive il tipo di dolore, se acuto o profondo; quella cognitiva è la percezione del dolore in termini di gravità, di curabilità e di durata; la componente affettiva comprende i sentimenti e le emozioni che il dolore provoca, come la paura, il risentimento, la preoccupazione e la rabbia. Questa componente e la sua intensità determina la cronicità del dolore e crea un circolo vizioso, la nostra mente inizia a produrre pensieri negativi e giudicanti, incominciamo a pensare in maniera ossessiva a come odiamo il dolore e vogliamo che se ne vada al più presto, giudichiamo il dolore e tutto ciò lo peggiora ancora di più. Infatti questi pensieri negativi ed il giudizio non solo amplificano il dolore ma ci fanno sentire ansiosi e depressi.

In che cosa ci può aiutare praticare Mindfulness? Ci aiuta ad imparare a relazionarci in modo diverso al dolore, Mindfulness vuol dire prestare attenzione consapevolmente senza giudicare, quindi invece di focalizzare i nostri pensieri soltanto su come stiamo male, possiamo iniziare a prestare attenzione al dolore con curiosità e senza giudizio.

Sembra un paradosso, perché quando proviamo dolore vogliamo che se ne vada immediatamente e ciò è umano e comprensibile, il dolore cronico è frustrante e ci debilita, l’ultima cosa che vorremmo fare è prestargli attenzione, ma in realtà la pratica ci aiuta ad avere una percezione più accurata del dolore, a volte possiamo pensare che il dolore dura per tutto il giorno, ma quando iniziamo ad esserne consapevoli, possiamo scoprire che aumenta in certe situazione, cala in altre e a volte sparisce addirittura, questo ci aiuta ad essere meno frustrati ed ansiosi.

Impariamo, in poche parole, a relazionarci al dolore in maniera diversa.

Fondamentali nell’allenamento di Mindfulness sono l’esercizio del Body scan (letteralmente passare in rassegna il corpo) e l’uso del respiro.

Durante la pratica del Body scan, con l’aiuto del respiro, portiamo consapevolezza in ogni parte del corpo, questo ci aiuta a sentirlo in tutta la sua vitalità.

Di solito prestiamo attenzione al corpo soltanto quando ci fa male, in questo esercizio invece, portiamo l’attenzione sulle sue diverse parti, con un atteggiamento di curiosità, esplorando le nostre sensazioni come se lo facessimo per la prima volta.

Il Body scan può risultare difficile per chi ha una difficile relazione col proprio corpo. Comunque se si sceglie di praticarlo regolarmente, si inizierà a notare molto presto un notevole cambiamento.

Se vuoi provare, ecco un esercizio di body scan che puoi fare fin da subito.

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