Cosa significa che l’energia segue l’attenzione?

 “L’energia segue l’attenzione” è una di quelle frasi semplici che ci aiutano a cambiare l’atteggiamento nei confronti di ciò che ci accade. Nel training di Mindfulness l’ho sentita parecchie volte.

In pratica vuol dire che, dove mettiamo l’attenzione, lì mandiamo anche energia fisica, mentale ed emotiva. La nostra attenzione è simile a un fascio di luce: ovunque la dirigiamo, illuminiamo e rafforziamo ciò che osserviamo. Se passiamo la giornata a rimuginare su una lite, sentiamo il corpo teso e svuotato. Se portiamo l’attenzione a qualcosa che ci dà gioia o semplicemente ascoltiamo il respiro, il corpo si calma e ricarica.

È difficile in questo periodo storico non lasciare che l’attenzione vada automaticamente sulle notizie negative da cui siamo spesso bombardati. Guerre, economia, leaders inaffidabili e aggressivi.
Gli scenari geopolitici a volte cambiano nel giro di ore. Tutti motivi reali di preoccupazione.

In tutto ciò il nostro sistema nervoso si mette in allarme e ci prepariamo al peggio; in situazioni del genere la mente cerca certezze, vuole il controllo per placare l’ansia.

Quello che succede, a un certo punto, è che non viviamo più solamente in un mondo esterno più instabile ma ci troviamo a vivere anche in un mondo interno, in preda alle minacce.

Nel libro “le 7 abitudini della persona di successo” Steven Covey individua 2 sfere sulle quali concentriamo la nostra attenzione: un cerchio interno la cosiddetta Sfera di influenza ed uno esterno Sfera delle preoccupazioni.

La prima abitudine di cui parla il libro è quella di essere proattivi, poiché quando agiamo in modo proattivo, concentriamo i nostri sforzi sulla nostra Sfera di influenza. Vale a dire che, ci occupiamo delle cose su cui possiamo intervenire. Questo ci permette di ampliare la nostra influenza nel tempo e di creare più scelte e opportunità. Quando agiamo in modo reattivo invece, rimaniamo bloccati concentrati sulla nostra Sfera delle preoccupazioni, che si allarga a scapito del cerchio di influenza, lasciando che la nostra attenzione sia costantemente su cose sulle quali abbiamo poco o nessun controllo.

La domanda da farsi è:
“In questo momento, su che sfera è la mia attenzione?”

Una delle idee chiave di questa abitudine è, che quando ci accade qualcosa, abbiamo sempre la libertà di scegliere la nostra risposta; possiamo decidere se concentrarci su ciò che possiamo cambiare o rimanere bloccati nell’attesa, lamentandoci e preoccupandoci o cercando con il pensiero di immaginare scenari che pensiamo possano far diminuire l’ansia.

Ma se l’energia segue l’attenzione, come fare per coltivare il nostro cerchio di influenza?

La risposta è quella di sviluppare più consapevolezza, possiamo imparare a diventare consapevoli delle tensioni anche fisiche che si attivano mentre lasciamo che la nostra attenzione si focalizzi solo sulla Sfera delle preoccupazioni. Ci possiamo chiedere: “Dove sento la tensione?”, “Che tipo di pensieri o emozioni si attivano?

Mi rendo conto che può sembrare poco. Certo che quello che facciamo non può fermare le guerre.

Ma a volte è abbastanza, perché oltre a portare un po’ di pace all’interno della nostra mente possiamo contagiare gli altri ed evitare di aggiungere ulteriore tensione a quella che già c’è.

E a questo proposito mi viene in mente la frase che spesso ripeto alla fine delle pratiche di gruppo: ”Una mente allenata è una mente che causa meno sofferenza a noi stessi e agli altri”.

Allenare la mente per me vuol dire prendermi cura della mia sfera di influenza e di conseguenza è una forma concreta di essere proattiva.

I miei modi per farlo sono: Meditare, stare nella natura, praticare gratitudine e apprezzamento, A volte basta davvero poco…

Se durante la giornata, sentiamo agitazione ci possiamo chiedere: “Dove sto mettendo la mia attenzione ora?” Se è su urgenze, chat, pensieri di preoccupazione, possiamo spostare 10 secondi l’attenzione sul respiro o sulle piante dei piedi. Dalla modalità fare a quella dell’essere, semplicemente qui, anche per pochi secondi, senza niente da fare e nessun posto dove andare…

Quello che sembra poco se ripetuto può iniziare a rendere la nostra Sfera di influenza man mano un pochino più grande.



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