Perché il nostro cervello è programmato per il negativo e come rimediare

Immaginati di essere ai tempi dell’uomo delle caverne. quando la carne non si comprava al supermercato. Stai andando a caccia e senti l’erba che si muove. Ti metti in guardia, pronto a fuggire o combattere, fai quello che ci ha salvato dall’estinzione. Agisci secondo il detto “prevenire è meglio che curare”. Magari è solo il vento, ma potrebbe essere un animale feroce.
Ora immagina che qualcuno ti tagli la strada nell’andare al lavoro, hai sentito la paura e la frustrazione, ed è abbastanza a volte per passare una giornata terribile, il pensiero dell’episodio ti impedisce di concentrarti.
Oppure sei al supermercato e incontri 9 commesse gentili e una sgarbata? Di chi ti ricordi più facilmente?
Perché cose, spesso insignificanti possono avere un effetto così potente su di noi?

Come mai ci ricordiamo così vividamente le esperienze negative?

La risposta è nell’evoluzione. La ricerca ha provato che la razza umana si è evoluta tenendo conto delle esperienze negative, le informazioni sono state trasmesse attraverso il Dna. Per milioni di anni, portare attenzione ai pericoli, reagire intensamente e mantenerne il ricordo, è stata una questione di vita o di morte.

Quindi reagiamo sempre più prontamente alle esperienze negative per evitare il pericolo.

Secondo il dottor Rick Hanson autore del libro “il cervello del Budda” siamo come “Velcro per il negativo e Teflon per il positivo”.

Ma perchè questa “propensione alla negatività” può nuocere alla nostra produttività?

Secondo il dottor Hanson, gli stimoli negativi impegnano molto il cervello e sono rilevati più facilmente e velocemente. L’amigdala (regione del cervello che regola le emozioni e la motivazione) usa 2/3 dei suoi neuroni soltanto per rilevare quello che percepiamo come pericolo.
In questo caso vuol dire che, spesso prendiamo decisioni importanti non per ottenere miglioramenti, ma esclusivamente per evitare brutte esperienze. Si spiega così come mai è così difficile uscire dalla “Zona Comfort”
È importante invece, sopratutto in campo aziendale focalizzarci sul progresso e sulla crescita, per conseguire veri e durevoli miglioramenti.

Cosa fare?

A questo proposito il dottor Hanson suggerisce di imparare ad assaporare le esperienze positive, permettendo a questo senso di benessere che ne deriva, di installarsi nel corpo. Facendo così si rinforzano gli schemi positivi, il cervello impara dalle esperienze e crea nuove connessioni neuronali.
Non è qualcosa che ci viene spontaneo come abbiamo visto, e quindi le sue indicazioni sono quelle di tenere la sensazione positiva per almeno 10 secondi, permettendole così di installarsi in modo duraturo.

Ti va di provare?

Lascia la tua mail per scaricare l’esercizio in cui verrai guidato ad assaporare il positivo

 

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