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Giornata della gentilezza, ma cosa significa veramente?

  

Questo mese di novembre, è stato impreziosito dalla “Giornata della gentilezza”.

Come al solito le giornate dedicate ad un tema, servono a dare spunti di riflessione.

Dedicare una giornata alla gentilezza, ci aiuta a considerare questo sentimento, non solo come fatto di superficiale cortesia, ma come un modo di essere, un orientamento della vita; che se coltivato, può cambiare la nostra realtà e quella di chi ci circonda.

La gentilezza ha davvero tanti aspetti positivi, è legata anche al processo di invecchiamento. Uno studio ha provato che, chi si allena a coltivare la gentilezza, mostra minori segni di invecchiamento a livello cellulare.

Nasciamo gentili, ma spesso la società manda messaggi diversi quando cresciamo. Ci insegnano che la competizione e l’avanzamento personale sono le chiavi per il successo. Ma è stato effettivamente dimostrato il contrario.

La gentilezza rinforza le relazioni a tutti i livelli e quando non siamo gentili, sperimentiamo solitudine e incomprensione.

In tutti noi sono presenti istinti di altruismo e gentilezza, ma quando cresciamo le influenze della società, della famiglia e le esperienze personali, possono incoraggiare o ostacolare questi impulsi di base.

Se però ne abbiamo l’opportunità, scegliamo sempre di essere gentili e creare armonia piuttosto che contrasto.

Studi scientifici hanno dimostrato che uno dei più potenti e diretti modi di promuovere emozioni positive in noi stessi è di dimostrare la gentilezza verso gli altri.

La ricerca ha dimostrato che quando siamo gentili con gli altri il nostro benessere cresce, le emozioni positive aumentano e quelle negative diminuiscono. È bello pensare che per star bene non dobbiamo neppure scegliere tra il nostro benessere e quello degli altri perché ambedue ci fanno star bene. Siamo costruiti per cooperare, per condividere e curarci uni degli altri.

Le persone che sono testimoni di atti di generosità, tendono ad essere loro stesse più generose, e coloro che sono oggetto di gentilezza tendono a rispondere allo stesso modo. Con un semplice atto gentile possiamo creare le condizioni perché la gentilezza si diffonda in modo contagioso.

Coltivare la gentilezza è alla base della pratica di Mindfulness: è un atteggiamento che ha a che fare con il rispetto la comprensione e la fiducia. Chi è gentile, è anche consapevole delle parole, dei gesti e delle azioni che produce.

Ma non possiamo dare quello che non possediamo, vero?

Quindi è essenziale, innanzitutto coltivare la gentilezza verso sé stessi, per creare dentro di noi questo senso di gentilezza incondizionato che resiste anche, di fronte alla mancanza di gentilezza delle altre persone.

Come fare?

Non abbiamo bisogno di farci un regalo o concederci una vacanza. Per essere gentili sarà utile iniziare a non porci in maniera conflittuale con noi stessi.

Questo non significa ignorare pensieri e comportamenti che non ci piacciono, negarli o essere indulgenti con parti di noi e situazioni che in realtà vorremmo modificare. Significa bensì adoperarsi per migliorare, cambiare ciò che non ci piace e coltivare ciò che ci piace in maniera gentile. Cercare di raggiungere risultati maltrattandoci, spingendoci fino al nostro limite e oltre non è un atto di amore verso noi stessi. Non condurrà a quella meta di benessere desiderata.

Vuoi sperimentare gentilezza nei tuoi confronti?

Vai al mio podcast: Mindfulness in pillole

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash