Quale è il lupo che vuoi nutrire?

Non mi ricordo da chi l’ho sentita la prima volta o dove l’ho letta, credo che abbia molte versioni, ma la storia è questa. La nipote chiede alla nonna come faccia ad essere sempre così felice, piena di saggezza e così amata e rispettata dalle persone. Lei risponde: “Sai quando avevo pressappoco la tua età, ho scoperto che dentro di me coesistevano due lupi, il lupo dell’amore e quello dell’odio. Ho capito che tutto dipende dal lupo che decido di nutrire ogni giorno.

Mi ricorda una storia quasi simile. Anni fa lavoravo in una clinica dove era ricoverata una signora anziana veramente adorabile, sempre gentile, non si lamentava mai, aveva un sorriso per tutti. Così una volta le chiesi: “Ma come fa ad essere sempre così gentile” e lei mi rispose: “Per essere così da anziani bisogna iniziare quando si è giovani”

Queste due storie mi fanno sempre riflettere, chi non ha dentro di sè, io compresa, un po’ del lupo che si nutre di odio?

Il mio si presenta sia nelle piccole cose che in quelle più grandi e lo noto quando mi sento giudicante, frustrata o mi viene voglia di controbattere e di avere ragione. Magari riesco a non farlo trasparire nelle mie azioni, ma di sicuro questi pensieri occupano la mia mente.

L’aggressività, l’odio verso chi è diverso fa parte del nostro Dna, ma è relativamente recente nella storia dell’uomo sulla terra. Uno spettacolare ritrovamento archeologico, in una località chiamata Nataruk, sulle rive del lago Turkana in Africa, mostra l’evidenza ancora agghiacciante di un episodio di guerra, avvenuto 10.00 anni fa. Questo ritrovamento ipotizza che la guerra sia nata con l’inizio dell’agricoltura, quando cioè, gli uomini hanno iniziato ad accumulare risorse.

Il lupo dell’amore, fa riferimento al cervello dei mammiferi, il cervello limbico, la sede delle emozioni, quella parte di cervello che ci permette di prenderci cura degli altri. I mammiferi sono gli unici animali che si prendono cura della prole e si proteggono nel branco.

Non ci sono dubbi che è nel nostro DNA essere aggressivi e letali, come lo è essere profondamente premurosi e amorevoli”. Abbiamo questi 2 lupi perché ci siamo evoluti con essi e ambedue sono stati necessari per lo sviluppo della specie umana.

Oggi però il lupo dell’odio entra spesso in azione nelle parole, nei pensieri e tutte le volte che ci sentiamo minacciati o in pericolo. A livello personale genera conflitti con le altre persone, a casa o al lavoro e spesso ci porta ad ammalarci.

Come si fa a nutrire il lupo dell’amore?

Per prima cosa, possiamo imparare a smettere di nutrire il lupo dell’odio, cercando di eliminare il giudizio, la rabbia e la paura con un percorso di consapevolezza.

E nello stesso tempo nutrire il lupo dell’amore e coltivare qualità come la resilienza, la pazienza, la gentilezza e la compassione. In questo modo diventa più facile gestire la rabbia e la frustrazione per non lasciarci coinvolgere in discussioni inutili. L’ansia da confronto diminuisce, così trattiamo meglio le persone e siamo trattati meglio dagli altri.

Attraverso l’allenamento di Mindfulness, diventiamo consapevoli dei nostri pensieri e ci alleniamo a lasciarli scorrere senza farci coinvolgere da essi. Nel contempo però coltiviamo gentilezza e compassione per noi stessi e per gli altri.

Photo by Kalkin Kumar on Unsplash

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