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Anno nuovo… tempo per coltivare il nostro giardino interiore

Come sempre al volgere dell’anno, gli auguri che rivolgiamo a noi e alle persone care sono di sentirci al sicuro e di sperimentare gioia pace ed armonia. Spesso però ricerchiamo queste sensazioni all’esterno, dimenticandoci che nel coltivare il nostro giardino interiore, possiamo essere noi in parte gli artefici del mondo che ci circonda.

Ho appena concluso una serie di incontri di Mindfulness in azienda che è stato molto soddisfacente. A conclusione del percorso abbiamo fatto l’esercizio della gioia che consiste nel condividere nel gruppo qualcosa che ci dà gioia. Le persone partono sempre un po’ dubbiose, c’è anche chi dubita fortemente di avere molte cose di cui gioire.

Ma nel sentire la condivisione delle altre persone, è come se tutta l’energia positiva che si sprigiona fosse molto contagiosa e tutti si ritrovano a sorridere sia delle proprie gioie che di quelle degli altri.

Il percorso di Mindfulness ci insegna a riconoscere e a gestire le emozioni difficili ma allo stesso tempo ci aiuta a coltivare le qualità positive che tutti abbiamo.

Mi piace usare la metafora del giardino, perché a volte può succedere che un albero muoia nel nostro giardino interiore. Tutti possiamo attraversare momenti di difficoltà: lutti separazioni. Questo però non significa che non ci siano altri alberi sani nel nostro giardino. Questa metafora mi è di grande aiuto quando attraverso momenti di tristezza.

Sapere che gli alberi sani e rigogliosi sono sempre presenti, mi aiuta a risollevarmi più in fretta.

Possiamo formulare l’intenzione di rafforzare e nutrire questi alberi, queste risorse che ci consentono di affrontare i momenti di difficoltà. È importante coltivare tutti i giorni i semi che favoriscono il benessere, come la gentilezza la gioia e la compassione e la gratitudine. In questo modo, diventa più difficile perdere l’equilibrio interiore e la stabilità, quando ci confrontiamo con i problemi e le difficoltà della vita.

Questo non significa sopprimere o ignorare le emozioni difficili, ma semplicemente non farci dimenticare che la bellezza, la meraviglia e tanto nutrimento sono sempre presenti.

Se coltiviamo impariamo a coltivare a queste qualità, che sono già presenti dentro di noi, vi possiamo accedere con più facilità nei momenti di bisogno.

Consideriamo gli alberi sani che sono presenti nel nostro giardino interiore, perché così, l’effetto delle piante che muoiono, non modificheranno di molto l’ambiente. E inoltre gli elementi che le piante morte rilasceranno nel terreno serviranno a nutrire le nuove piantine.

Quando apprezziamo le parti sane di noi, nutrendole e rinforzandole, proprio queste risorse ci consentiranno di prenderci cura di noi con maggior compassione, gentilezza. Ci aiuteranno a passare attraverso la sofferenza con più facilità, accettazione e grazia.

Tutte le volte che la vita ci presenta delle difficoltà, abbiamo sempre un’opzione. Possiamo resistere o possiamo lavorare con esse. Quando resistiamo non facciamo altro che aggiungere nuova sofferenza a quella che già c’è. Quando invece incontriamo la difficoltà con queste qualità di forza, compassione, gentilezza verso noi stessi, pace e saggezza, queste esperienze dolorose non ci trascinano nel fango. Magari possiamo cadere o sporcarci, ma abbiamo la capacità di rialzarci e andare avanti, anche più forti di prima.

Tutte queste meravigliose qualità ci aiutano a metabolizzare integrare e imparare dalle difficoltà che affrontiamo.

L’esperienza della pratica della gioia in gruppo ci insegna che soprattutto in questo momento dove le sofferenze sono collettive, possiamo nutrire energie sane per condividerle con il maggior numero di persone.

Il mio augurio per il prossimo anno è quello di coltivare l’intenzione che queste qualità innate, come gli alberi sani del giardino possano prosperare sempre di più.

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