Mindfulness per Tessere il Paracadute

Tessere il paracadute è una metafora di di Jon Kabat-Zinn, che raccomanda di tessere il paracadute prima di saltare dall’aereo. L’invito è quello di allenarci con la pratica di Mindfulness nei momenti facili per prepararci a quelli difficili.

Praticare la mindfulness è  paragonato a tessere un paracadute. Non ha senso farlo quando stiamo precipitando verso lo stato di ansia, ma dobbiamo tessere il nostro paracadute ogni giorno in modo che sia pronto a sostenerci in caso di emergenza. Praticare la mindfulness, solo quando siamo in mezzo alla tempesta non è molto utile. La pratica è da considerarsi come un allenamento quotidiano, utile per diminuire le sensazioni di stress e sofferenza ed aumentare allo stesso tempo emozioni positive come la gentilezza, la gratitudine, l’apprezzamento e la gioia. La pratica ci rende più flessibili e creativi e ciò ci consente di fare scelte più utili per il nostro benessere.

La Mindfulness funziona meglio quando viene costruita a poco a poco, molto prima che arrivi il momento stressante. Proprio come un paracadute che deve essere tessuto e ispezionato prima che qualcuno si lanci da un aereo, la consapevolezza deve essere praticata prima che la vita ti spinga in caduta libera.

  • Ogni momento di consapevolezza è come un singolo punto nel paracadute.
  • Ogni volta che torniamo al respiro, rinforziamo il tessuto.
  • Compassione, pazienza e radicamento sono i fili che lo rendono forte.
  • Nei giorni di calma, la pratica potrebbe sembrare superflua, eppure è proprio in quei momenti che avviene la tessitura.
  • Quando la vita improvvisamente ci crolla addosso, facciamo affidamento su ciò che abbiamo preparato. Il paracadute non si tesse da solo durante la caduta.

Praticare Mindfulness è il lavoro silenzioso che facciamo per acquisire resilienza, in modo da essere pronti per le difficoltà.

È facile pensare di aver bisogno di calma solo quando siamo sopraffatti dagli eventi, ma la calma non è qualcosa che possiamo improvvisare a mezz’aria. Funziona molto meglio quando la pratichiamo in anticipo, respiro dopo respiro, attimo dopo attimo.

Ogni volta che ci fermiamo prima di reagire, ogni volta che torniamo al presente, aggiungiamo un altro filo al nostro paracadute. La pratica può sembrare insignificante o noiosa, ma crea un tessuto abbastanza forte da sostenerci quando lo stress, la paura o l’incertezza ci tirano verso il basso.

Quindi pratichiamo nei giorni buoni!

Sediamoci anche solo per un minuto. Sentiamo il respiro. Notiamo di cosa siamo consapevoli. È così che si tesse il paracadute.

Poi, quando la vita improvvisamente ci metterà di fronte alle difficoltà, scopriremo che non stiamo cadendo inermi, ma stiamo atterrando dolcemente, sostenuti dalla consapevolezza che abbiamo cucito per tutto il tempo.

Ci sono altri fili, che danno forza e stabilità al paracadute. Cerchiamo di includere sempre nella giornata, delle attività che ci nutrono e ci sostengono, imparando a riconoscere qualsiasi attività che invece ci prosciuga e ci esaurisce.

Esercitarsi a rispondere, piuttosto che reagire impulsivamente, alle sfide più banali quando ci si sente forti, rende più facile accedere a questa modalità più utile quando le sfide sono significative e ci sentiamo vulnerabili. Con la pratica diventiamo consapevoli di vivere veramente solo in questo momento, e possiamo imparare a riconoscere quando ci siamo persi nel passato o siamo già nel futuro. La pratica costante ci permette di riconoscere schemi di pensiero inutili e il loro impatto sulle nostre emozioni e sulle nostre azioni, prima di rimanere invischiati in schemi mentali poco produttivi.

Tessere questi fili non è solo necessario per sopravvivere, ma per fiorire. Anche di fronte alle difficoltà, si può comunque provare gioia, sperimentare pace e tranquillità ed avere la convinzione profonda di sapere che andrà tutto bene.

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Foto di George Bakos su Unsplash

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